Personaggio quasi dimenticato nella storia militare italiana, il
contrammiraglio Ubaldo degli Uberti ebbe una vicenda professionale e
personale del tutto particolare, che non era mai stata approfondita. La
sua carriera da Ufficiale della Regia Marina fu segnata da eventi
sfortunati: dall’incaglio dell’incrociatore
San Giorgio nel 1913 a
quello, nel 1916, del sommergibile
Pullino al suo comando, con a bordo
l’irredentista istriano Nazario Sauro, fino al tragico epilogo a
Montecchio Maggiore nelle ore della Liberazione. Ma degli Uberti fu
anche uomo di cultura e divulgazione, autore di numerose pubblicazioni
e, dal 1940 al 1943, regista della multiforme attività dell’Ufficio
Collegamento Stampa della Marina, spaziando dal giornalismo alla
cinematografia, senza dimenticare il sodalizio umano e letterario col
poeta statunitense Ezra Pound. Sulla base delle fonti primarie e di una
vasta bibliografia Andrea Tirondola racconta una vita tutta dedicata
alla Marina, portata via nella stagione delle disillusioni da un «vento
di siepe» ricordato nei
Cantos poundiani.
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